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Le tre fasi di un film

LE TRE FASI DI REALIZZAZIONE DI UN FILM (E ALCUNI CONSIGLI)

Pre-produzione: tutte le attività antecedenti il primo giorno di riprese, incluso il bilancio, il casting, la revisione della sceneggiatura, la ricerca delle location, la costruzione di decorazioni o "props" (oggetti di scena), il piano di lavoro (previsione di quando e come si girerà ogni scena) e l'assunzione del personale ed equipe tecnica. Può durare molti mesi; addirittura anni per realizzare tutto quello che è necessario per relaizzare un progetto. 

 

Produzione: inizia quando le Mdp (Macchine da presa) iniziano a girare e finisce quando si termina di riprendere. Dura tra le quattro e le venti settimane o più; nei film di grandi produzioni di solito dura sugli 80 giorni. 

 

Post-produzione: inizia prima che finisca la produzione. Mentre si girano le scene il montatore inizia a mettere insieme il pre-montato del film. Più tardi si montano gli effetti visivi (VFX) e si realizza il montaggio sonoro e della musica. Si aggiungono dialoghi in più quando la presa diretta dei dialoghi non è stata sufficientemente buona o risulta semplicemente inadeguata. La "post" dura vari mesi ed il primo "director cut" di solito è pronto dieci settimane dopo l'ultimo giorno di riprese. 

Dopo aver compreso le varie fasi di realizzazione di un film andiamo a vedere come un’intera equipe e in particolar modo uno sceneggiatore ed il regista dovrebbero agire all’interno della propria storia.

Consiglio numero 1:

INIZIA CON FORZA.

La prima immagine di un film dovrebbe contenere il tema centrale della pellicola e dovrebbe dirigere lo spettatore verso l'intrigo del film. "Una donna in carriera" (1988, Mike Nichols) inizia con un piano aereo della Statua della Libertà, con il quale si determina anche l'ambientazione del film a New York ed il tema centrale dell'indipendenza di una donna. 

L'immagine iniziale non solo segnerà il tema e la trama che se ne svilupperà, può anche segnalare delle tracce di passato: un campo iniziale di una città abbandonata e ricoperta da erbacce può significare desolazione, mentre il fiore di cactus che spunta al margine dell'inquadratura ci suggerisce una possibilità di rinascita. 

 

Consiglio numero 2:

RITARDA L'INIZIO.

Una storia cinematografica dovrebbe iniziare il più tardi possibile ed accadere nel lasso di tempo più breve possibile. Un film che sprechi troppo tempo nel raccontare il mondo intorno ai propri personaggi o che si sviluppi in tre settimane per una storia che potrebbe essere raccontata in tre giorni, risulterà un flop. In ogni scena non sprecare del tempo prezioso in entrate non necessarie o saluti. 

Uno sceneggiatore o un regista disposti ad auto correggere il proprio film, scopriranno che molto spesso una scena risulta più forte se le vengono tolte le prime due (o a volte anche le ultime due) righe di dialoghi.

 

Consiglio numero 3:

NON LO RACCONTARE, MOSTRALO.

Il cinema è prima di tutto un mezzo visivo; quasi tutto ciò che si comunica su una storia e i suoi personaggi può mostrarsi e non essere spiegato. Gli indizi visivi, concepiti in modo adeguato, possono esprimere l'invisibile (la psicologia, le storie nascoste ed i conflitti emozionali) molto meglio di una speigazione diretta. E se lo mostri invece di spiegarlo, guadagnerai più tempo per cose più importanti.

 

Sperando che i nostri consigli vi siano utili alla realizzazione di un vostro progetto, cortometraggio o film che sia, alla prossima settimanaa con tanti altri consigli.

 

-Emanuele Santi

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