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I costi di un film

LE SPESE DI UN FILM (E ALCUNI CONSIGLI PER SFRUTTARE BENE QUESTI SOLDI)

Come abbiamo già visto nell’articolo precedente, ci vuole molto tempo per mettere su una buona storia ed ancora di più per poterla realizzare. Tutto questo tempo però impiega anche tante persone che aiuteranno l’autore ad ottenere il prodotto finito. 

Come ormai sappiamo già, nulla è gratis, proprio per questo abbiamo deciso, in questo articolo, di raccontarvi qualcosina sui costi del cinema.

I film si realizzano separando le spese in due: quelle “sopra la linea” e quelle “sotto la linea”.

 

Le spese sopra la linea sono quelle più “cariche” che si associano alla produzione del film includendo i diritti d’autore per il copione, i permessi legali ed il salario del regista, produttore, sceneggiatore e attori. 

 

Le spese sotto la linea si riferiscono alla produzione fisica: affitto di studi, costruzione di decorazioni e “props” (mobili ed accessori), acquisto ed affitto di attrezzature, spese di ripresa in esterni, roulotte, squadre di lavoro, alloggi, ristoranti, altre spese legali, musica e riprese. 

 

I film dei grandi studi di solito spendono molto di più sopra la linea che sotto.

Adesso, se proprio non vi è ancora passata la voglia di realizzare il vostro sogno, è arrivato il momento di darvi qualche consiglio utile a comprendere come riprendere l’azione della scena.

 

Consiglio numero 1:

SEGUI L’AZIONE. 

La macchina è l’occhio del pubblico. Il pubblico normalmente desidera stare il più vicino possibile all’azione e non avere la sensazione di guardare dall’alto della piccionaia. Offrigli una visione ottima collocando, muovendo ed avvicinando la camera quanto sia necessario. 

 

Consiglio numero 2: 

NASCONDI L’AZIONE.

Di tanto in tanto è giusto provocare un po’ di curiosità nello spettatore, collocandolo qualche passo indietro all’azione. Una conversazione importante filmata dietro lo spiraglio di una porta può sembrare più emozionante che un’altra che si svolga a piena vista.

Un attacco fisico può sembrare molto più brutale se si sente ma non si vede.

Un personaggio stravagante al quale si allude con frequenza ma che non si svela mai può acquisire una grande presenza, addirittura mitica. 

Questo svelare con prudenza sprona lo spettatore a vedere e saperne di più, costruendo così la suspense ed arrivando ad un impatto maggiore quando si scopre il tutto. 

 

Consiglio numero 3:

SVELA L’AZIONE.

I piani di svelamento mostrano selettivamente l’azione mettendo l’osservatore in mezzo alla scena.

 

I piani di svelamento in movimento  trasmettono una sensazione di spionaggio, come se lo spettatore sia letteralmente all’interno della stanza esplorandola.

Abitualmente si comincia mostrando qualcosa di alieno all’azione e poi il movimento di camera rivela gradualmente l’azione principale della scena. Per esempio, una panoramica mostra prima l’angolo vuoto di un letto; poi una coppia presa da un atto passionale; per ultimo un uomo sulla porta con una pistola in mano. 

Una ripresa camera a mano può prestare un’immediatezza ed una suspense addizionali, suggerisce che qualcuno è entrato nella stanza e la sta esplorando oggetto a oggetto, cercando di decidere quali dettagli aggiungere. 

 

I piani svelamento fissi danno una sensazione di "pettegolezzo", di essere testimone della vita dei personaggi da un punto di vista privilegiato, interno. Si usa una macchina immobile mentre i personaggi entrano ed escono dall’inquadratura; la camera scopre così i personaggi dalla sua posizione fissa.

 

-Emanuele Santi

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