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Everest, diretti alla cima

EVEREST, DIRETTI ALLA CIMA

Nella puntata di oggi abbiamo parlato dei film ambientati in montagna, tra tutti anche di "Everest". È un film del 2015 diretto da Baltasar Kormákur. Ha aperto la 72esima mostra di Venezia e vede la recinzione dell'amato Jake Gyllenhaal, di Jason Clarke, Keira Nightley e altri attori altrettanto bravi e conosciuti. È un film ispirato ad eventi realmente accaduti, in cui un gruppo di alpinisti decide di scalare l'Everst. L'obiettivo? Ovviamente raggiungere la vetta alta 8.848 metri. Non è una sfida che tutti posso permettersi: solo gli alpinisti più esperti hanno la possibilità di provare a toccare la cima della montagna più alta del mondo. 

Non è una sfida che tutti posso permettersi: solo gli alpinisti più esperti hanno la possibilità di provare a toccare la cima della montagna più alta del mondo. 

Alla fine del film non tutti riusciranno nell'impresa, ma l'intento del regista secondo me è un altro: dimostrarci quando la montagna, e la natura stessa, siano incontrollabili e invincibili. L'immensità della natura contro la finitezza dell'essere umano che cerca di conquistarla. I pochi che arrivano in cima hanno pagato il prezzo della perdita dei compagni e della fatica mortale durante la scalata. Perché la montagna è lì a ricordarti che il mondo è la sua casa e devi stare attento a dove metti i piedi. Discorso simile possiamo trovarlo nel film Into the Wild, di cui potete leggere l'articolo di qualche settimana fa. Questo tema è molto attuale: vedere quello che l'essere umano è riuscito a fare controllando la natura oggigiorno è sconvolgente. E ne stiamo iniziando a pagare il prezzo. D’altronde, la voglia di primeggiare su ogni cosa è tipica dell'essere umano che si sente invincibile. La natura, e la montagna in questo film, ci dimostrano tutt'altro. 

Il film ha delle sfumature thriller che ti tengono sempre col fiato sospeso, la recitazione degli attori ti lascia davvero immedesimare. Molte scene sono state girate in Trentino a -30 gradi. Una vera prova di coraggio e di forza fisica. D'altronde per rendere vero un film non c'è miglior modo che immergersi davvero in situazioni il più possibile simili alla realtà che si vuole inscenare.

È un film ben realizzato che fa riflettere sull'effettivo ruolo che ha l'uomo nel mondo. Di certo parla anche di determinazione, coraggio e competitività. L'essere umano è anche questo. Forse è per questo che ha riscosso così tanto successo: è un film che parla di ognuno di noi, in cui ognuno di noi può ritrovarsi e partecipare alla scalata della montagna, che altro non è che la scalata che tutti ci ritroviamo a dover affrontare, quella della vita.

 

- Sara Petrillo

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